Integer Homo e Integra Mulier 2017/18: i risultati della formazione integrale Highlands

Cerimonia annuale di riconoscimento per gli alunni Highlands che si sono particolarmente distinti per risultati scolastici e doti umane, spirituali e sociali

Ogni anno l’Highlands Institute individua per ogni settore un Integer Homo ed una Integra Mulier ovvero un ragazzo ed una ragazza che – a conclusione del relativo ciclo di studi – abbiano mostrato di incarnare, al meglio delle loro potenzialità, l’ideale della formazione integrale che la missione educativa dell’Istituto persegue: i compagni di scuola ed il personale educativo esprimono il proprio voto valutando la costanza e l’impegno nello studio ed i risultati raggiunti nel personale percorso scolastico e di formazione umana, spirituale e sociale-apostolica.

Non si tratta di riconoscere l’alunno più intelligente o il più simpatico, ma chi nel percorso scolastico ha dimostrato un costante impegno nella crescita, si è impegnato nello studio, nello stabilire buone relazioni con gli altri, nel crescere nell’amicizia con Dio e nei valori proposti dal nostro modello educativo… in poche parole chi ha mostrato sempre la volontà e il desiderio di mettere al servizio degli altri i talenti ricevuti.

I premiati di quest’anno

Nell’edizione 2017-2018 , il riconoscimento è stato dato ad Azzurra La Piana e Federico Prati nella Scuola Primaria, a Cecilia Odoardi e Damiano Rizzo nella Scuola Secondaria di I grado.

Nel Liceo – in cui quest’anno la sezione del V anno era tutta al femminile – è stata Gioia Adornato ad aggiudicarsi il riconoscimento.

 

Galleria fotografica premiazioni Scuola Primaria e Secondaria di I grado:

Un momento per ringraziarsi e salutarsi

Come ogni anno, la cerimonia è stata anche occasione per celebrare il passaggio al ciclo di studi successivo e salutare compagni e docenti con simpatiche poesie e proiezioni di filmati, prodotti dagli stessi ragazzi e presentati da un gruppetto di rappresentanti per ogni settore.

Particolarmente commovente è stato il discorso preparato dagli alunni della Scuola Primaria, e letto da un alunno in rappresentanza, di cui riportiamo di seguito il testo integrale

Addio, Scuola Primaria…

Ormai la Scuola Primaria è finita e dopo le vacanze estive avrà inizio il primo anno della Secondaria. Gli anni scorsi non vedevo l’ora che incominciasse l’estate e con essa il meritato riposo. Quest’anno è diverso: da una parte sono contento ma dall’altra provo tanto dispiacere, perché questo momento segna la fine di un percorso che per ciascuno di noi è stato molto importante.

Ricordo il primo giorno di scuola. Mi sentivo perso in un mondo a me estraneo, pieno di facce nuove. Guardandomi intorno, vedevo tanti bambini che come me si sentivano grandi, perché avevano lasciato la Scuola dell’Infanzia e finalmente indossavano la divisa e avevano lo zaino. Sì, lo zaino che, con il passare del tempo, è diventato sempre più pesante, pieno del nostro sapere, pieno di tanto. Il nostro zaino che ci ha sempre accompagnati ogni giorno simile ad un compagno fedele. Ricordo che ci mettemmo in fila. Qualcuno piangeva. Voleva la mamma. Una maestra si avvicinò, allargò le braccia e ci sorrise. Fu allora che io mi sentii rincuorato. In classe mi sedetti al mio banco, scelto a caso e presi il quaderno, il mio astuccio colorato, le penne. Ricordo che facevamo fatica a stare seduti composti. Nei giorni successivi imparammo a scrivere le prime parole. Durante la ricreazione toccavo le orecchie a tutti, ma lo facevo solo per divertirmi o forse per attirare l’attenzione. Piano piano incominciammo a conoscerci e ad essere amici.

Da allora sono passati cinque anni. I cinque anni più belli della mia vita: fatti di lavoro intenso, ma anche di risate, di gioia e di divertimento. Da allora ogni giorno è stato emozionante e pieno di sorprese. Siamo diventati un gruppo unito e i miei compagni per me sono come fratelli e sorelle sui quali poter contare. Insieme abbiamo accolto i nuovi arrivati, cercando di farli integrare. Ci siamo accettati per come siamo e ci siamo consolati a vicenda. Abbiamo conosciuto tanti insegnanti, sacerdoti e consacrate, che ci hanno aiutati a crescere e a diventare i ragazzi che siamo oggi. Tutti hanno contribuito a farci migliorare, ognuno donando una parte di sé, che porteremo sempre con noi.

Tutto questo mi mancherà. Mi mancheranno i miei cari compagni con i quali ho condiviso il tempo dei giorni. Mi mancherà l’aula dove entravo sereno, accolto come se fosse la mia seconda casa. Mi mancherà il sorriso dolce delle maestre, impossibile da dimenticare e che rimarrà nel profondo del cuore di ogni studente. E mi mancherà pronunciare la parola “maestra” quando in futuro mi rivolgerò ad un’insegnante.

Il distacco è pesante, è vero, ma necessario. Questo punto, che conclude il percorso della Primaria, coincide con quello che ne inizia un altro, indispensabile per continuare la nostra crescita. Le aspettative per la Secondaria sono tantissime; tanti i timori, i dubbi e le incertezze. Immagino che i Professori siano severi e che diano moltissimi compiti. Immagino che sarà difficile ambientarsi e abituarsi al diverso, ma sono sicuro che riusciremo a superare ogni difficoltà con il supporto dei docenti e di tutte le persone che ci sosterranno con la stessa passione e l’amore materno ricevuti finora. Credo che ciascuno di noi sia fortunato a frequentare una scuola come la nostra: grande, ricca di risorse e di gente che ci vuole bene. Perciò, lontani o no, tutto questo non lo dimenticheremo mai.

Con affetto, gratitudine e mille progetti

I ragazzi delle quinte