La scuola che vorrei

Pubblichiamo il tema di un’alunna della Scuola Primaria Highlands… che speriamo possa farvi riflettere e commuovere, come è stato per noi!

La scuola che vorrei, oggi, è la scuola in cui posso andare al mattino, per stare insieme ai miei compagni e alle maestre. È la scuola che avevo prima e spesso non la sapevo apprezzare…

Ogni giorno mi svegliavo imbronciata, sentendo suonare la sveglia, e mi innervosiva prepararmi tutta insonnolita e mettere la divisa blu.
Mi sentivo assonnata in macchina e, soprattutto con il freddo, avrei preferito restarmene a casa al calduccio, con tutte le comodità.
Anche il pranzo a mensa, molto spesso, non mi piaceva e durante le lezioni, ad un certo punto, mi sentivo stanca e svogliata.
Se ci ripenso adesso, quasi non riesco a crederci…

Se domani potessi alzarmi presto e correre in classe, non mi servirebbe nemmeno la sveglia. Potrei sedermi al mio banco, scherzare con tutti i miei amici, sentire l’odore dei quaderni e delle nostre gommine profumate e fare ricreazione come prima, tutti insieme.
Forse anche la merenda di frutta mi piacerebbe di più, mentre prima sembrava una specie di punizione. Invece era bello, bellissimo vivere la scuola come sempre.

Chissà se quest’anno potremo ricominciare, oppure dovremo aspettare il nuovo anno scolastico. In questo caso, ricomincerò in un’altra classe, con bambini e insegnanti che non conosco e questa cosa mi preoccupa un po’.
So che la mia nuova scuola ha un piccolo giardino e che la Preside lo sta facendo sistemare per farci fare ricreazione fuori. Mi piacerebbe molto. Secondo me anche i bambini delle medie dovrebbero fare ricreazione all’aperto, come alle elementari, perché poter uscire sul prato e vedere il cielo e il sole durante la pausa ti aiuta a ritrovare tutte le energie.

Spero che gli insegnanti di scienze, di tecnica e di arte organizzino tanti esperimenti e laboratori, perché quella è la parte che preferisco della scuola.
Spero inoltre che ci sia un giornalino scolastico. A me piace tanto scrivere e vorrei lavorarci anche io. Sarebbe una bella esperienza!
Poi vorrei poter fare tante gite, per scoprire monumenti o musei famosi, e anche delle vere e proprie lezioni all’aperto.

Mio nonno da piccolo frequentava una scuola in cui, per la maggior parte dell’anno, si faceva lezione in giardino, sotto gli alberi. Doveva essere meraviglioso e anche molto utile per la salute. Forse era un po’ più difficile concentrarsi, ma credo che le giornate in classe passassero più veloci e con tanto divertimento.

Infine, vorrei una scuola in cui l’amicizia e il rispetto per gli altri siano sempre presenti fra i compagni, senza bullismo e discriminazioni. A volte, infatti, ci sono bambini con dei problemi molto gravi, oppure che hanno dei difetti fisici, o che non sono bravi nello sport. La cosa più brutta è quando i compagni li prendono in giro o fanno loro dei dispetti. La scuola che vorrei, invece, è una scuola in cui tutti possano sentirsi al sicuro e possano contare sul sostegno della classe.
La mia scuola era così prima che arrivasse il Coronavirus e mi manca tanto.

Però, anche se l’epidemia ci ha tolto la nostra scuola di prima, ci ha fatto scoprire un tipo di scuola tutto nuovo, che nessuno aveva mai sperimentato prima. Ora infatti la nostra classe si incontra grazie al computer, che ci permette di vederci e di parlarci anche stando lontani.
Io lo trovo comunque bello e anche molto “da grandi”. Anche io, in fondo, sono in smart working, come papà!

Inoltre, usare Teams per collegarci, fare le interrogazioni, inviare compiti alle maestre e chattare con i compagni, mi fa sentire, in un certo senso, una bambina del futuro: come se fossi in un film di fantascienza ambientato nel 3020! È divertente e emozionante.

In questo periodo non sto avendo problemi con le lezioni, perché riesco comunque a sentire le spiegazioni sui vari argomenti, grazie ai file caricati dalle maestre, e correggo i compiti con la classe, come facevamo prima.
Ora poi non c’è lo sport, l’Ecyd e le giornate con orario lungo (lunedì e giovedì), quindi ho più tempo per studiare e faccio le cose con più calma, per cui mi sento più riposata, anche se mi manca tanto uscire.

Insomma, anche se ci sono tanti problemi, la nostra scuola sta andando avanti lo stesso.
Mamma e papà dicono che noi siamo più forti del Coronavirus. Io penso che anche la mia classe lo sia e che resterà unita anche quando sarà finito l’anno e andremo a frequentare scuole diverse.

Vorrei che tutti i bambini avessero una scuola come la mia, dove si sta bene insieme e ci si sente vicini anche se non è possibile incontrarsi.
Per me la scuola dovrebbe essere così, cioè un posto allegro in cui si imparano le materie con divertimento, ma soprattutto dove si impara cosa vuol dire essere amici per tutta la vita.