Adolescenti e genitori ai tempi del Coronavirus: quando convivere significa tornare giovani

A cura del dott. Fabio Nonis e della dott.ssa Tiziana Giudice

L’adolescenza

L’adolescenza è da sempre un periodo complesso. I figli crescono e ai cambiamenti fisici si affiancano spesso comportamenti contraddittori, oppositivi, ribelli: abbandonano le fantasie infantili per far spazio a un forte desiderio di autonomia e libertà, che ha come obiettivi finali la formazione della propria identità, la costruzione di strategie di difesa per proteggersi dai pericoli del nuovo mondo esterno, trovare conferma di sé nelle relazioni con il gruppo dei pari e con gli adulti di riferimento.

L’identificazione con il gruppo dei pari costituisce la “base sicura” per affrontare i momenti più critici della propria esperienza di crescita. Nel gruppo, l’adolescente trova l’occasione di sperimentarsi in diversi ruoli (sia da un punto di vista intellettivo sia affettivo) e di rapportarsi con altri modelli di identificazione, nonché lo slancio per uscire dalla propria famiglia di origine.  I ragazzi percorrono un terreno inesplorato, con la grinta di un giovane avventuriero, ma anche con la paura di sentirsi smarriti o di non aver le giuste risorse per far fronte alle nuove sfide che li attendono.

I genitori, d’altro canto, sono alla ricerca dei loro “bambini” ormai grandi, si preoccupano, vengono schiacciati da critiche e repentini sbalzi di umore e hanno il compito di tracciare il sentiero che riporterà i loro figli a casa, ricchi di segreti nascosti nei loro smartphone ma con lo stesso bisogno di protezione di sempre.

 

In tempo di limitazioni

In questo periodo di emergenza, gli adolescenti e le loro famiglie hanno dovuto adattarsi a numerosi cambiamenti nelle routine quotidiane, hanno dovuto convivere con la preoccupazione, la paura, la noia, la lontananza dagli affetti, hanno dovuto fare i conti con lo “smart working”, ma soprattutto si sono trovati a gestire i conflitti che nascono dal passare molto tempo in casa, rinunciando a quello che prima era “dato per scontato” ma che regolava il tempo di ognuno di noi. Mai come in questo momento, i genitori devono educare i figli a “fare” e a “fare senza”.

Dopo una prima fase di festeggiamento per il fermo della didattica, gli adolescenti si trovano ad affrontare la prima grande sfida del loro tempo: fare lezione rimanendo a casa. E se prima si svolgevano battaglie mattutine per svegliarli, farli preparare e portarli a scuola in tempo, mentre con una mano tenevano i biscotti e nell’altra il cellulare, adesso sembra quasi che la scuola, e tutto quello che per loro rappresenta, inizi a mancare loro. Per i ragazzi che hanno da poco iniziato ad uscire da soli, intorno al quartiere, che hanno l’appuntamento giornaliero in piazza con i loro amici, rinunciarci ora è come tornare piccoli, e si riaffaccia la sensazione di essere nuovamente stretti in catene che avevano appena allentato.

E mamma e papà? Come vivono questa nuova e particolare situazione domestica? Se da un lato c’è la riscoperta dei propri figli, si prestano piccole attenzioni che prima erano sopraffatte dalla frenesia del nostro tempo, dall’altro lato ci si focalizza sui cambiamenti e gli apprendimenti provenienti da “fuori”, si fanno i conti con un linguaggio talvolta incomprensibile e con interessi distanti, finendo spesso per riattivare una lite o un conflitto con i propri figli. Ma una cosa accomuna tutte le generazioni in questo periodo: la gestione del tempo a disposizione e la possibilità di trasformare un momento negativo in un’occasione per rinforzare e stabilizzare le relazioni familiari.

In questo periodo, la sfida per un genitore è quella di entrare in contatto con la parte più giocosa di sé, perché si necessita di un cambiamento di mentalità complesso, per sostenere i figli nelle loro crisi e nei loro dubbi, che saranno riversati e si manifesteranno principalmente nel contesto familiare. I genitori dovranno quindi allenarsi a fare un viaggio nel tempo, ponendosi delle domande rispetto alle loro caratteristiche di quando avevano l’età dei figli, alle qualità che apprezzavano negli adulti intorno a loro e quali azioni o pensieri hanno messo in atto per conquistare la propria autonomia.

 

Qualche consiglio pratico

Ecco dunque una lista di semplici consigli, per poter migliorare la relazione con il proprio figlio adolescente, in questo periodo di quarantena:

  • Ascoltate le richieste dei ragazzi con pazienza ed empatia, cercando di evitare il pregiudizio. Favorire un confronto significa permettere all’adolescente di esprimere liberamente i propri pensieri ed emozioni, anche quando lontani dalla nostra visione delle cose
  • Esprimete i vostri stati d’animo a vostro figlio. Aiutate i vostri figli a decentrarsi un po’ dalla visione egoistica tipica dell’adolescenza. Anche gli adulti hanno pensieri, emozioni e comportamenti, a volte incoerenti o migliorabili. Mettersi in gioco, chiedere un consiglio al proprio figlio, può tradursi in un trasferimento di fiducia, di un primo ingresso nel “mondo dei grandi”
  • Giocate con loro, scoprite i loro hobby. Spesso siamo portati a giudicare un videogioco come infantile o nocivo solo perché nostro figlio trascorre troppo tempo davanti allo schermo. Fatevi spiegare quel videogioco e fate una partita insieme a lui, ascoltate insieme una canzone che gli piace, guardate una serie Tv che lo appassiona e discutetene insieme. Spesso conoscere cosa piace ai propri figli ci permette di capirli
  • Rispettate la loro privacy. Lasciate i ragazzi liberi di coltivare i loro rapporti. Concedetegli lo spazio ed il tempo per poter comunicare con i loro amici e per confrontarsi. Vivono un momento di privazione, che causa rabbia e frustrazione. Condividere lo stato emotivo con chi vive le stesse sensazioni equivale a spartire il peso da portare
  • Educateli all’informazione. I ragazzi sono continuamente stimolati da notizie sulla diffusione del contagio e sulle statistiche dei decessi. Anche se tendono a nasconderlo sono spaventati e preoccupati. Aiutateli nella selezione dei contenuti provenienti da svariate fonti (social, internet, televisione…), può essere un momento di riflessione condivisa
  • Responsabilizzateli sui doveri civici. Rendete i ragazzi più attenti e responsabili nell’affrontare l’emergenza. Se è vero che in adolescenza ci si sente “invincibili” e che i giovani hanno un minor rischio di essere contagiati dal virus, è importante che capiscano che atteggiamenti trasgressivi possono mettere a rischio la loro salute e quella dei loro cari
  • Create con loro un planning delle attività quotidiane. Costruite una griglia con i giorni della settimana e le ore di ogni giornata. Stabilite insieme le attività quotidiane da svolgere. Suddividetele in attività piacevoli (es. tempo di gioco) e meno gradite (es. mettere in ordine la stanza, apparecchiare la tavola, studiare) poi, a turno, partendo dall’attività meno gradita, scrivetela nella griglia così da stabilire il giorno e l’orario per svolgerla
  • Siate fermi nell’applicazione delle regole casalinghe. Questa situazione comporta un nuovo adattamento, e quindi vanno stabilite delle regole per il benessere di ogni membro della famiglia. Cercate di comunicare queste regole con fermezza, ma anche con la comprensione che richiedono un sacrificio e un ulteriore sforzo per l’adolescente. Le regole devono essere approvate da tutti i componenti in un clima di collaborazione attiva
  • Favorite l’attività fisica in casa. I ragazzi hanno una grande quantità di energia da spendere e l’isolamento non li aiuta a scaricare tensione. Stimolarli a fare esercizio fisico (anche attraverso dei tutorial online) promuoverà la cura per la propria salute e per il proprio corpo e li aiuterà a depotenziare lo stress
  • Fate un progetto futuro. Affidate all’adolescente la pianificazione di un’attività o un’esperienza da fare insieme a voi quando la situazione tornerà alla normalità (es. una gita, un concerto…). In questo modo lo coinvolgerete e utilizzerà il suo tempo organizzando qualcosa di piacevole e gratificante per lui
  • Godetevi il tempo. L’adolescenza rappresenta il primo passo verso l’età adulta, che vedrà i vostri figli crescere, costruire delle relazioni stabili, trovare un lavoro e infine andare via di casa. Approfittate del tempo a disposizione per divertirvi con loro, per rafforzare i vostri legami e per lasciare a loro un ricordo positivo di questo momento. Anche se intorno c’è il caos, trasformate la vostra casa in un luogo sereno, dove i ragazzi possono sentirsi amati e protetti. Scattate una fotografia della vostra famiglia al completo, magari in pigiama! La riguarderete sorridendo tra qualche anno!

Essere genitori di figli adolescenti non è semplice, figuriamoci durante una pandemia! Non esiste la formula magica per diventare genitori perfetti o per avere figli esemplari, ma possiamo ritrovare parte della nostra gioventù nei loro gesti, nei loro pensieri, nel loro modo di percorrere il cammino della vita. Proprio in un momento così difficile, abbiamo il dovere di consegnare loro un futuro migliore, per renderli in grado di gestire con saggezza e responsabilità le loro vite.

E concludendo con le parole di uno scrittore:

Il giorno in cui il bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un adolescente; il giorno in cui li perdona diventa adulto; il giorno che perdona se stesso diventa saggio

(A. A. Nowlan)

e ancora… 

“Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia (Mt 7,25)

 

Grazie per il tempo dedicato!

Per ulteriori domande e chiarimenti, non esitate a contattarci tramite il nostro sportello di ascolto e supporto psico- educativo GAUDIUMENTE, ANDRA’ TUTTO BENE! SIAMO AL TUO FIANCO!

 Il team psicopedagogico dell’Highlands Institute

Dott.ssa Tiziana Giudice, Dott.ssa Eleonora Leoni, Dott. Fabio Nonis, Dott.ssa Adriana Vernice