Giorno del Docente

Ogni anno l’Highlands Institute dedica una giornata del calendario scolastico ai propri docenti

Si tratta di una festa istituita per ringraziare tutti gli insegnanti del loro lavoro e della dedizione con cui lo svolgono, ma anche per ricordare il valore della formazione integrale. Un momento di festa, di convivialità, di giochi e di doni…

Un momento che coinvolge tutto il personale della scuola, per riflettere, ringraziarci a vicenda, abbracciarci… e considerare che le spontanee manifestazioni di affetto di bambini e ragazzi verso i loro insegnanti ci rendono doppiamente felici ed orgogliosi, perché ci fanno pensare di aver raggiunto un altro importante obiettivo: aver tramesso loro il senso della gratitudine e della “Famiglia Highlands”!

Nelle gallerie sottostanti alcune immagini delle ultime edizioni del Giorno del Docente; qui di seguito il testo della lettera che la coordinatrice della Scuola Primaria, Anna Maria Miozzi, ha scritto ai docenti in occasione della giornata 2018 e che ben rende il senso di questa festa

Care maestre,

mi piace pensare che questa breve lettera non sia solo un modo per celebrare la Festa del Docente, ma che queste parole siano anche un mezzo per prendervi per mano, al fine di accompagnarvi lungo la soglia degli ultimi mesi di quest’anno scolastico.                                                           

Ho deciso di iniziare citando una frase di Mark Van Doren: “L’arte di insegnare è l’arte di assistere ad una scoperta”. Questa verità può risultare facile da dimenticare, si nasconde dietro alle difficoltà ed al dispiacere che si prova ogni volta in cui sembra che i nostri sforzi non vengano ricompensati. Ma la realtà è che noi, ogni giorno, abbiamo il privilegio di sbirciare, attraverso una fessura aperta sul futuro, cosa e come saranno i nostri uomini e donne dell’avvenire: probabilmente ancor prima dei genitori, noi possiamo vederne con obiettività le debolezze, ma ancor più, le capacità e la forza nel sopportare le immancabili frustrazioni. Forse, tra tutte le lezioni cui è possibile assistere in ambito scolastico, è da parte dei nostri studenti che ci giunge l’insegnamento più grande: senza errori può esserci solo una placida e rassicurante immobilità, ma non vi è crescita; per migliorare è necessario fare tentativi ed accettare il rischio di poter sbagliare; vi incito dunque a mettere in gioco voi stessi, ad accettare l’idea di riuscire a vedere con occhi nuovi argomenti che credevate di conoscere da anni, come se li scoprisse per la prima volta, insieme ad ogni vostra classe.

Osate divertirvi, siate curiosi, disancoratevi dalla rigidità dei percorsi prestabiliti, rendete i vostri insegnamenti tridimensionali, arricchiteli con aneddoti e colori.

Ed ecco che la storia non è più una sequenza di date, ma sono imperatori di un passato glorioso, cavalieri che duellano e ideali che si realizzano.

La matematica non fa più paura, ma è un gioco, e i numeri sono nuovi amici che consentono di mettersi alla prova e di superare i propri limiti.

E l’italiano non è più una sequenza di regole grammaticali, ma uno strumento offerto a tutti per imparare a descrivere i propri sogni e per vivere non una, ma mille vite attraverso i libri. E se riuscirete a passeggiare con i vostri studenti negli immensi saloni di Versailles, se starete insieme a loro con il naso all’insù a guardare Michelangelo che dipinge la Cappella Sistina e se sbarcherete con la vostra ciurma in una terra ignota, al fianco di un navigatore genovese, la possibilità di sbagliare non potrà più farvi paura, perché avrete imparato che il vedere il mondo con gli occhi di un bambino non è appannaggio di un ristretto periodo di vita, ma frutto di una scelta che si può compiere a qualunque età.

Sono ben consapevole del fatto che queste parole, che da un lato intendono essere un augurio, dall’altro vi caricano di un gravoso peso e di una profonda responsabilità: se ci si limita a fornire nozioni, infatti, si sentono come propri solo i successi degli studenti, ma se si insegna con passione si accetta il rischio di condividere con loro anche le disfatte.

Tuttavia, raramente le strade più semplici conducono a risultati significativi, pertanto, ringraziandovi per l’impegno finora profuso e per quelli ancora maggiori che, sono certa, sosterrete in futuro, non vedo conclusione migliore, del citare la frase rappresentativa del nostro Istituto: Semper Altius.

Grazie

Anna Maria Miozzi

 

Giorno del Docente 2018

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Giorno del Docente 2017

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